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lunedì, 09 novembre 2009
Come dalla flebile voce di una radiolina mi arrivano i suoni dei ricordi lontanissimi, ricordi quasi quasi insabbiati dal tempo, quelli che mi fanno chiedere se davvero una volta mi sono appartenuti. Facce, voci, canzoni, emozioni, stanze, strade, mani, sorrisi che non mi mancano più. Li ho lasciati andare via nella corrente della memoria, me ne sono liberata come di un respiro, senza avvertirne lo sforzo del distacco. Liberarsi del passato è anche questo: saper sorridere dei propri errori e non ricordarsi più di quelli altrui.. Passato, che è rimasto nei suoi luoghi, indietro, remoto, silenzioso. E poi ci sono i ricordi vicinissimi, i cui suoni riesci a sentire ancora e ovunque. Suoni forti, chiari, nitidi che sono immagini per gli occhi. Ecco i ricordi che fanno fatica a diventare ricordi, perché l'idea di doverli lasciare è uno sforzo a cui non siamo ancora preparati. E te ne accorgi quando, anche dopo anni, sai commuoverti per la stessa canzone, sai ridere malinconicamente di certe scene della tua vita come guardassi quel vecchio film... Quel vecchio film che non sempre ricerchi ma che, se capita, rivedi volentieri perché vuoi emozionarti ancora. Vogliamo emozionarci anche a costo di soffrirne perché nei ricordi cosa custodiamo se non una parte di noi che non sarà mai più nostra, persone che abbiamo vissuto, che ci hanno vissuti e che mai più rivedremo per causa nostra, per colpa degli altri, per colpa di nessun altro se non della vita stessa e di quell'unica legge immutabile? E allora, se tendo le orecchie al cuore non odo silenzio. Un brusio sommesso non cesserà mai di farmi compagnia perché il cuore lo sa, non vive di ricordi ma senza ricordi non potrebbe riconosce oggi la gioia, il dolore, la rabbia, la delusione, l'amore. In una sera di quiete mi sono lasciata andare io stessa nella corrente a braccia aperte, e ad occhi chiusi mi sono rivista girare velocemente su me stessa mentre in lunga fila di flash apparivano e scomparivano tante piccole parti di me che in un attimo si scontravano, attaccavano, e infine si staccavano da tante piccole parti di altri, come particelle di una materia, la mia materia, la pasta di cui io sono fatta, o che sarò, quando anche questo passato rimarrà nei suoi luoghi, indietro, remoto, silenzioso.
sabato, 07 novembre 2009
Delle volte ho come la sensazione di essere inseguita dai libri. Mi succede con quei libri che noto, prendo, guardo, leggo e che poi ripongo sugli scaffali della libreria ripromettendomi di comprarli la prossima volta perché magari vado di fretta oppure perché so già cosa scegliere. M'inseguono per anni, e non scherzo. Tutte le volte che mi rivedono fanno di tutto per mettersi in mostra, sgomitando tra i nuovi arrivi, i best seller, i pluripremiati e i libri di Twilight.. Sanno che la competizione è spietata -colpi bassi e sorrisi suadenti- ma non demordono, e alla fine ce la fanno, mi convincono perché in qualche modo i loro titoli li ho ormai assorbiti e ciò che assorbi prima o poi ritorna in superficie. La ragazza delle arance(J.Gaarder) lo notai alcuni anni addietro. Mi aveva colpito il titolo, ovviamente, e la copertina, ovviamente. Poi ho leggiucchiato la storia, la prima pagina e una pagina scelta a metà del libro, come faccio di solito... Umm, prima o poi lo prenderò. L'ho preso al volo qualche settimana fa andando come al solito di corsa, ma in realtà l'ho letto seriamente soltanto l'altra sera, tutto d'un fiato. Le ultime venti pagine le ho divorate con le lacrime agli occhi, come se i protagonisti li avessi avuti lì, di fronte a me, mentre pronunciavano le ultime battute della trama della loro vita.. Una storia intrigante all'inizio, che apparentemente si semplifica nello svolgersi degli eventi ma che in realtà ti riporta con i piedi talmente per terra da spingerti a pensare all'unico dilemma che dovremmo veramente porci giacché ci siamo.

Perché coloro che non sanno vivere ora non vivranno mai.
Tu cosa fai?
mercoledì, 04 novembre 2009
Una sera sapete cosa ci raccontò.. come si chiamava? No, non mi ricordo adesso come si chiamava.. Stefania? Boh, ma comunque in questo contesto non è importante. Tra tutti i ricordi che sgorgavano dalla sua bocca a zampilli, uno soltanto mi colpì più di tutti. Disse che all'età di sei anni il padre lo(la) rimproverava perché doveva sforzarsi di fare la voce da maschio. Doveva fare, all'età di sei anni, la voce da maschio.. Il resto della sua storia(madre e sorella da mantenere, operazioni di chirugia estetica da rifare d'accapo ma che non può permettersi di pagare, amori disgraziati finiti inevitabilmente male) non mi hanno stretto il cuore come l'immagine di quel bambino di sei anni che, chiuso in un collegio, doveva sforzarsi di fare già l'uomo per avere in cambio l'amore di suo padre.
lunedì, 02 novembre 2009
"Eraserhead - La mente che cancella è il più spirituale di tutti i miei film. Quando lo dico nessuno capisce, ma è così. Eraserhead si stava sviluppando in una certa direzione, e non avevo idea di cosa volesse dire. Cercavo la chiave d'accesso al significato di quelle sequenze. Qualcosa capivo, ovviamente; ma non sapevo quale fosse il cemento che teneva insieme l'intero film. Una bella fatica. Così tirai fuori la Bibbia e iniziai a leggerla. Un giorno lessi una frase. Chiusi la Bibbia: era fatta. Fine del discorso. Allora vidi il film come un tutt'uno. La frase completò questa visione al posto mio, al cento per cento. Penso che non rivelerò mai quale fosse quella frase".
David Lynch,
da In acque profonde
lunedì, 26 ottobre 2009
C'è qualcosa di autenticamente bello nello scoprire che alla fine una passione può tornare anche utile.
Dai colori di una scena indovinare la nazionalità di un regista.
Da una musica, il collante remoto tra un'attrice e le sue radici.
Dalla posizione di un oggetto, la mano invisibile di un genio ineguagliabile.
Caspita.. ero arrivata fino a questo punto? Quando di dice che le cose restano lì, sepolte in qualche luogo oscuro e silenzioso della memoria, se non stimolate.. Insomma, sono di quelle che ridono col solletico. Non riuscivo a stare ferma sulla sedia, se avessi potuto sarei saltata in piedi e indicando col dito la scena avrei detto: ecco, lo so, lo so! E avrei urlato dall'entusiasmo, sììì, sono una grande! Tutto improvvisamente mi è apparso davanti agli occhi, avevo una tale folla di idee nella testa che non riuscivo a pensare bene. Il vaso di Pandora scoperchiato ha rivelato il suo contenuto e oggi, oggi comincio a capire qualcosa in più su di me.. Esistono emozioni che mi prendono la testa ma poche le sento in pancia. Ecco, quelle che mi prendono la pancia, sono quelle che non mi lasciano dormire di notte dall'entusiasmo, e forse è il caso di seguirle.
*Incanalarla è il segreto
lunedì, 19 ottobre 2009
Ce l'avevo qua, un post.. cioè sulla punta di una riflessione lunga e tortuosa, che è poi la lingua che usiamo per scrivere. E adesso è svanito -puff-, dimenticato! Nooo, assolutamente nulla di particolarmente interessante, o forse lo era? In fondo chi sono io per giudicare quello che scrivo? sei soltanto quella che lo pensa e lo crea... Ah, già. Scusate, ogni tanto mi estraneo da me stessa e guardo il mondo -da un oblò, mi annoio un po'- ..e guardo il mondo dal di fuori. No sul serio, sarà capitato anche a voi -di avere una musica in testa, sentire una specie di orchestra, suonare suonare suonare suonare...- mmm.. sarà capitato anche a voi di estraniarvi per un momento, attimi, da voi stessi -sì sì.. ah ah..- e guardarvi come si guarda un film, un po' presi, un po' curiosi, un po' eccitati, un po' divertiti, un po' delusi? Ecco, questo volevo intendere -ma che cazzata di film è? Volevo intendere che intanto sto a guardare, e fintanto che sto a guardare, non posso esprimermi. Una nuova esperienza di vita, un nuovo progetto.. Buh.. -uuh, hai fatto "buh" col labruccio all'ingiù come i bimbi! Ooh ma che bella bimba, fai ciao con la manina, dì cià-o, cià-o.. Ma è una mia impressione, o c'è una vocina che mi prende per il culo? -ma vocina sarai tu! senti qua, ti faccio o' sole mio da tenore! o' sole mio, sta n' fronte a te, o' sole mio, sta n' fronte a te, o' soooooole, o' sooole mio, sta in frooonte a teeeee, sta in froooOOOOOOoooonte a teeee! Brava -grazie. Brava -grazie. Brava -grazie! Bravà -grazie! Brà -grazie!
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